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Caccia Ambiente denuncia la LIPU

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logo-articoliCon la presente vi comunichiamo che il Partito Caccia Ambiente ha presentato regolare denuncia alle autorità competenti nei confronti del comune di Priolo Gargallo (SR) e dell’ associazione LIPU. Tale denuncia riguarda i fatti già presentati nel nostro comunicato stampa del 25/09/2009 inerenti la Riserva naturale delle Saline di Priolo.
Caccia Ambiente nel lasso di tempo trascorso dalla prima presentazione dei fatti, si è adoperata nel raccogliere altra documentazione comprovante ulteriormente quanto già reso pubblico. Tale documentazione resta a totale e completa disposizione delle Autorità inquirenti.
In allegato la denuncia.
Cordiali saluti.
Ufficio stampa Partito Caccia Ambiente.
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Oggetto: Riserva naturale orientata delle Saline di Priolo ricadente nel comune di Priolo Gargallo (SR) e gestita dalla Lipu.
Con la presente si sollecita un intervento delle SS.LL. affinché, in relazione all’oggetto, sia fatta luce sugli sprechi di danaro pubblico e sugli abusi penalmente rilevanti, posti in essere dai componenti della riserva e dai funzionari responsabili del comune di Priolo Gargallo.
Da qualche mese la delegazione siciliana di Caccia Ambiente, coadiuvata da tecnici e collaboratori, ha posto l’attenzione sulla “Riserva naturale delle Saline di Priolo” ricadente nel comune di Priolo Gargallo (SR) e gestita dalla Lipu.Motivo dell’interesse sono alcuni strani accadimenti che da tempo si ripetono all’interno della stessa riserva.
Premesso che il motivo per cui è stata istituita tale zona protetta sarebbe da ricercare sulla dubbia considerazione che la superficie interessata sia di “elevato interesse paesaggistico,naturalistico e ambientale” e che l’autorità comunale ha avuto ed ha tutt’ora un ruolo determinante in tutte quelle implicazioni che ne disciplinano la gestione affidata alla Lipu, desideriamo segnalare:
a)Sebbene il regime istitutivo delle riserve impone che nulla deve essere alterato nei luoghi interessati la zona in oggetto è continuamente attraversata da autoarticolati che pare scaricano dentro il pantano terra o altro materiale, utilizzato per creare successivi isolotti artificiali, così come testimoniato da alcune foto tutte in possesso della scrivente associazione;
b) Si è fatto un gran parlare dell’avvenuta bonifica del luogo, all’uopo eliminando un oleodotto che attraversava le saline, ma in realtà è stata eliminata solo la parte centrale. Le due testate, molto lunghe, sono state lasciate così come erano ed occultate con del canneto altrove prelevato. Anche in questo caso la scrivente è in possesso di testimonianze fotografiche.
c) Si pubblicizza la riserva come luogo di sosta , nidificazione e svernamento per alcune specie di fauna selvatica ( acquatici ) ma senza che ciò sia corrispondente al vero, atteso che la zona, che subisce la scomparsa dell’acqua nel periodo estivo, non ha più da tempo ingresso di acqua, sia di acqua dolce che salata.
Questi dubbi, che hanno indotto l’indagine dei nostri tecnici, ha portato alla luce scomode verità, per la Lipu e per l’amministrazione comunale di Priolo.
Nei mesi scorsi è stato raccolto materiale video e fotografico che documenta come, in realtà, la riserva in oggetto è, in effetti, piena di scarti industriali nocivi che contengono presumibilmente arsenico.
Evento grave e da tenere sotto la dovuta osservazione sanitaria anche alla luce del fatto che la stessa amministrazione comunale, unitamente alla Lipu, da tempo organizza e sostiene progetti propagandati come culturali che vedono coinvolte scolaresche in visita alla riserva.
I genitori degli studenti così come tutti i visitatori sono messi a conoscenza della pirite, dell’arsenico, dei luoghi condizionati dall’opera dell’uomo e non intatti come dovrebbero essere?
E le somme raccolte in queste manifestazioni a chi vanno e come vanno spese e gestite?
Troppi dubbi che inducono a ritenere necessaria una indagine se non altro per capire perché casette e viottoli della zona sono stati regalati all’ERG che con i propri stabilimenti inquina la zona.
Valutiamo i fatti: la Lipu, nemica dell’inquinamento ambientale, ottiene in gestione con avallo del Comune una riserva vicino ad alcune inquinanti raffinerie della ERG. Ed è così che la Lipu ha la sua riserva, el’ERG i suoi stabilimenti vicino ad un atavico nemico stranamente silenzioso.E il comune? Il Comune, naturalmente, ottiene la supervisione su tutto questo. Il triangolo delle bermuda sembra meno pericoloso.
Nel prosieguo poi forse ancora riusciremo a capire perché in data 04/10/2008 un nostro collaboratore che rinveniva un fenicottero morto all’interno della riserva e che segnalava il fatto ai preposti uffici comunali e alle Guardie Forestali chiedendo contestualmente di essere informato sulle cause della morte, non abbia poi avuto alcuna risposta al suo legittimo quesito (la causa della morte sembra legata all’inquinamento).
Queste circostanze, che non possono ulteriormente essere occultate alla collettività, soprattutto in relazione alla percentuale di pirite e di arsenico presente nella zona onde valutare i rischi a cui gli utenti in visita vengono esposti.
Sarebbe, inoltre, necessario obbligare il sig. Sindaco, qualora tutte le circostanze esposte facciano emergere una inutilità o inefficacia ai fini della tutela ambientale di questa ennesima zona protetta siciliana, alla revoca della riserva ai sensi dall’art.11 comma 2 lett.a della legge regionale 33/97.
Auspichiamo un atteggiamento cristallino e imparziale delle parti coinvolte anche se la recente chiusura tramite recinzione metallica dell’area non autorizzata ne prevista e dunque illegale sembra che non faccia iniziare il confronto nella miglior maniera.
Si chiede, pertanto, premettendo di essere a disposizione per la consegna del materiale video/fotografico raccolto, un intervento delle SS.LL. perché, nel rispetto delle relative competenze, sia dato inizio all’apertura di un’indagine su quanto descritto.
Qualora fossero ravvisati gli estremi per l’inizio della richiamata indagine penale, il sottoscritto, in proprio e nella qualità di legale rappresentante del partito politico CACCIA AMBIENTE, chiede di essere avvisato in caso di richiesta di proroga dei termini dell’indagine preliminare, nonché in caso di richiesta di archiviazione al seguente indirizzo: Via Benedetto Croce, 34 – Salerno.
Distinti saluti
Caccia Ambiente
Il Segretario Nazionale
Avv.Prof.Angelo Dente
inviata a:
Ill.mo Sig.
Procuratore Generale Corte dei Conti
Via A.Baiamonti,25
00195 ROMA
e p.c.
Ill.mo Sig.
Procuratore della Repubblica Presso il Tribunale di
96010 SIRACUSA
 

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