FederFauna: traffico e commercio sono cose diverse. Non deve essere l'deologia a determinare cio' che e' lecito e cio' che non lo e', ma ci sono politici e giornalisti che sembrano non saperlo.
Che il Disegno di Legge camuffato da Ratifica della Convenzione Europea per gli animali da compagnia, non sia teso veramente a favorire il benessere animale o a contrastare il "traffico di cani", ma a favorire nuovamente e ulteriormente certe associazioni animaliste, e' un dubbio che FederFauna ha espresso fin dalla sua pubblicazione. Il fermo dei cuccioli in zona Tarvisio dei giorni scorsi fa notare che i trafficanti, non abbiano certo da temere che sia loro sospesa la licenza di commercio, perche' non sono commercianti: non hanno attività registrate o furgoni autorizzati, ma tentano di rendersi invisibili, usando mezzi anonimi e non portando con se alcuna documentazione. Diversa e' la situazione di chi esercita il commercio in modo regolare, segnalando i movimenti degli animali, utilizzando mezzi idonei e facendo accompagnare i cuccioli da tutta la documentazione che la legge richiede. Questi ultimi sono gli imprenditori che difende FederFauna, perche' pagano le tasse, fanno economia e perche' ogni cane che vendono e' riconducibile a loro, percio', aldila' dell'etica, sono loro i primi ad avere interesse che gli animali siano sani e belli. Sono loro, secondo FederFauna, che rischierebbero di piu' da una normativa che, aldila' del condivisibile inasprimento delle sanzioni per reati oggettivamente dimostrabili, ne renderebbe non oggettiva l'individuazione. Dubbi infondati? Su "La Padania" del 17/12, Stefania Piazzo, grande amica della Martini, si dimentica di dire che "...l’ordinanza che pone fine alle gare d'appalto inique per l'accoglienza nei canili dei randagi..." e' stata sospesa dal TAR, ma parlando della "...Convenzione europea che condanna la tratta dei cuccioli, in fase di recepimento dal Parlamento..", non dimentica di dire: "E' illegale il traffico, il commercio, puniti col carcere." Anche a fronte di cio', appaiono infondati i dubbi che il Ddl assecondi solo gli interessi e l'ideologia totalitaria e intollerante di chi condanna qualsiasi attivita' connessa agli animali, che non sia quella animalista? Erano infondati i dubbi espressi dall'On. Scipolti, che gia' lo scorso ottobre disse: "In merito al ddl gia esistente, che identifica come reato solo l'importazione di cuccioli dall'Est Europa, ma che non prende minimamente in considerazione tutto il traffico di randagi in uscita dall'Italia, chiedo che la legge preveda misure piu' severe in materia"? Gia'!: Come mai il Ddl non punisce il traffico di randagi? Forse perche' in questo caso ad essere imputati sarebbero gli animalisti? Cio' che ormai lascia pochi dubbi e' la potenza della lobby animalista. La rilevanza data da certa stampa, piu' a notizie parziali o strumentalizzate, che alla cronaca reale dei fatti, mostra come anche molti giornalisti, consapevolmente o meno non e' dato sapere, usino l'informazione ad uso e vantaggio degli animalisti. E' recente la storia di una notizia palesemente errata, ma diffusa senza verificarla, perche' passata da una nota associazione animalista. Forse anche il fatto che il Ddl sia nuovamente in discussione nelle Commissioni Giustizia ed Esteri del Senato, in un giorno in cui, probabilmente tutti, provano il condivisibile desiderio di andarsene presto a casa a festeggiare il Natale, potrebbe essere frutto di questa grande potenza. Stefania Piazzo scrive ancora: "...Lista nera per l'uomo, insomma, ma non per il quattrozampe..." Forse e' questo il concetto che dovrebbe togliere tutti i dubbi!...
Che il Disegno di Legge camuffato da Ratifica della Convenzione Europea per gli animali da compagnia, non sia teso veramente a favorire il benessere animale o a contrastare il "traffico di cani", ma a favorire nuovamente e ulteriormente certe associazioni animaliste, e' un dubbio che FederFauna ha espresso fin dalla sua pubblicazione. Il fermo dei cuccioli in zona Tarvisio dei giorni scorsi fa notare che i trafficanti, non abbiano certo da temere che sia loro sospesa la licenza di commercio, perche' non sono commercianti: non hanno attività registrate o furgoni autorizzati, ma tentano di rendersi invisibili, usando mezzi anonimi e non portando con se alcuna documentazione. Diversa e' la situazione di chi esercita il commercio in modo regolare, segnalando i movimenti degli animali, utilizzando mezzi idonei e facendo accompagnare i cuccioli da tutta la documentazione che la legge richiede. Questi ultimi sono gli imprenditori che difende FederFauna, perche' pagano le tasse, fanno economia e perche' ogni cane che vendono e' riconducibile a loro, percio', aldila' dell'etica, sono loro i primi ad avere interesse che gli animali siano sani e belli. Sono loro, secondo FederFauna, che rischierebbero di piu' da una normativa che, aldila' del condivisibile inasprimento delle sanzioni per reati oggettivamente dimostrabili, ne renderebbe non oggettiva l'individuazione. Dubbi infondati? Su "La Padania" del 17/12, Stefania Piazzo, grande amica della Martini, si dimentica di dire che "...l’ordinanza che pone fine alle gare d'appalto inique per l'accoglienza nei canili dei randagi..." e' stata sospesa dal TAR, ma parlando della "...Convenzione europea che condanna la tratta dei cuccioli, in fase di recepimento dal Parlamento..", non dimentica di dire: "E' illegale il traffico, il commercio, puniti col carcere." Anche a fronte di cio', appaiono infondati i dubbi che il Ddl assecondi solo gli interessi e l'ideologia totalitaria e intollerante di chi condanna qualsiasi attivita' connessa agli animali, che non sia quella animalista? Erano infondati i dubbi espressi dall'On. Scipolti, che gia' lo scorso ottobre disse: "In merito al ddl gia esistente, che identifica come reato solo l'importazione di cuccioli dall'Est Europa, ma che non prende minimamente in considerazione tutto il traffico di randagi in uscita dall'Italia, chiedo che la legge preveda misure piu' severe in materia"? Gia'!: Come mai il Ddl non punisce il traffico di randagi? Forse perche' in questo caso ad essere imputati sarebbero gli animalisti? Cio' che ormai lascia pochi dubbi e' la potenza della lobby animalista. La rilevanza data da certa stampa, piu' a notizie parziali o strumentalizzate, che alla cronaca reale dei fatti, mostra come anche molti giornalisti, consapevolmente o meno non e' dato sapere, usino l'informazione ad uso e vantaggio degli animalisti. E' recente la storia di una notizia palesemente errata, ma diffusa senza verificarla, perche' passata da una nota associazione animalista. Forse anche il fatto che il Ddl sia nuovamente in discussione nelle Commissioni Giustizia ed Esteri del Senato, in un giorno in cui, probabilmente tutti, provano il condivisibile desiderio di andarsene presto a casa a festeggiare il Natale, potrebbe essere frutto di questa grande potenza. Stefania Piazzo scrive ancora: "...Lista nera per l'uomo, insomma, ma non per il quattrozampe..." Forse e' questo il concetto che dovrebbe togliere tutti i dubbi!...










