Quella del “porzel de Sant’Antonio”, ricorda FederFauna, rappresenta un’antica tradizione della società contadina veneta, sopravvissuta fino agli anni cinquanta: ogni anno a primavera, la comunità comprava un maialino che, una volta benedetto dal prete, iniziava a scorrazzare per il paese in modo che tutte le famiglie, in base alle loro possibilità, contribuissero ad alimentarlo. In occasione della festa di Sant’Antonio Abate il 17 gennaio, il maiale, ormai ben pasciuto, veniva macellato e delle sue carni beneficiavano anche le persone più povere del paese, nonché il prete che avrebbe pregato tutto l’anno per il suo gregge. Si legge in questi giorni che a Faenza, una colonia di conigli che vive in un parco pubblico, fosse stata gestita, in base ad una “convenzione”, da un’associazione animalista. Sembra che un giorno, probabilmente a seguito dell’aumento numerico della colonia, il Comune abbia ordinato la cattura di un certo numero di animali e li abbia ricoverati in un deposito agricolo comunale…. È scoppiato il finimondo: la LAV (lo si legge sul suo sito) ha diffidato il Comune di Faenza a provvedere, naturalmente in accordo con le associazioni animaliste, alla sterilizzazione e alla vaccinazione dei conigli catturati, a disporre l’immediato trasferimento di una parte di quelli sterilizzati presso il Parco, nonchè ad impegnarsi perché gli altri animali siano rapidamente trasferiti presso aree o strutture idonee a garantirne il benessere e la salute. Ha chiesto all’ AUSL di Ravenna e al Corpo Forestale dello Stato di monitorare lo spostamento e lo stato di salute degli animali e alla Procura di Ravenna di valutare se non siamo ravvisabili responsabilità penali per l’Amministrazione Comunale. Ha tuonato la LAV in un suo comunicato: “Le amministrazioni locali, infatti, hanno tra le loro funzioni quella di promuovere la tutela degli animali che vivono sul loro territorio, di sostenere iniziative in tal senso promosse da associazioni animaliste(…..)” Chiede FederFauna: “ma le amministrazioni locali, non hanno mica tra le loro funzioni, prima quella di promuovere la tutela e il benessere di tutti i cittadini residenti?” FederFauna suggerisce quindi, in una società dove, com’è riconosciuto da tutti, molti valori spesso sono in crisi, di tornare un po’ indietro, magari rivisitando tradizioni come quella del “porzel de Sant’Antonio”!… : non suonerebbe così male: “i conigli della Madonna delle Grazie” (Patrono di Faenza)!...
Di seguito riportiamo la lettera inviata da Alberto Veronesi all’Assessore Argnani:
Egr. Assessore Stefano Argnani,
ho preso visione del comunicato stampa LAV nel quale, in sostanza, si chiedono soldi all'Amministrazione per sterilizzare i conigli in esubero. Mi è sempre più difficile capire il senso delle richieste delle associazioni animaliste, ma alla fine mi pare che l'oggetto della vera tutela non siano gli animali, ma la visibilità mediatica e i fondi per continuare adiffondere un messaggio che ha da tempo superato i confini del comune buon senso. Il coniglio è un animale da reddito, lo troviamo in tutti i supermercati e macellerie, la Romagna è terra di grandi allevamenti. Non si capisce il motivo per il quale un Comune debba essere chiamato a finanziare con denaro pubblico, un progetto a tutela di una specie che comunemente finisce in padella.
Spero che l'amministrazione di Faenza sia in grado di prendere una decisione ferma nei confronti di queste pretese assurde, che non esprimono altro che un'ideologia, ma anche la mancata volontà di guadagnarsi da vivere lavorando. I volontari tornino ad essere tali. Le amministrazioni salvino le zootecnie tradizionali che occupano 1 milione di addetti. Se contributi restano, siano dati alle attività produttive. Il problema dei conigli è un falso problema che alimenta appetiti , quelli dei vegani!!!
Cordialmente
Alberto Veronesi
Presidente AACI e Consigliere Nazionale FederFauna
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