L’Alto Adige, terra stupenda e, grazie soprattutto ad un severo regime di deroghe, esempio fulgido di ottima gestione faunistica, è stato vittima dell’ennesimo attacco da parte degli animalisti. E sembra essere proprio quell’autonomia che ha da sempre reso questa terra unica nel suo genere, ad essere sempre più minacciata dall’ideologia fondamentalista ed antiscientifica del “povero cagnolino”. Secondo un articolo apparso su Animalieanimali, a maggio scorso, il Presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder aveva firmato un decreto che avrebbe permesso il prelievo in deroga di un centinaio di tassi, per prevenire danni all’agricoltura locale. La LAV, che lo ricordiamo, si fregia del regime di ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale), ha presentato un ricorso al TAR ed ottenuto la sospensione del provvedimento. Tra l’altro, sembra che proprio qualche settimana fa, la Provincia sia stata condannata a pagare le spese legali alla LAV, per un altro ricorso al TAR contro la caccia alle marmotte. Nel comunicato di Animalieanimali si legge: “Denaro che i cittadini altoatesini sono costretti a sborsare per l’illegittima applicazione delle normative vigenti” ma, attenzione: chi ha presentato i ricorsi? A chi la Provincia è stata costretta a dare i soldi dei cittadini? Chi ha investito sul “sociale” e chi ha gravato sul “sociale”?!... FederFauna auspica una rapida revisione delle norme in modo che siano premiati i fatti e non le ideologie e perché venga tolto il requisito di utilità sociale a chi il sociale lo considera solo una mucca da mungere!....
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