Quando anche i fatti vengono filtrati dall'ideologia.
Alcuni organi di stampa (pochi purtroppo) hanno recentemente comunicato che, grazie ad una diffida, il partito politico "Caccia e Ambiente" sia riuscito ad ottenere dal TG5 il ritiro di un servizio sull'attività venatoria, recante notizie false. Sembra che la redattrice dell'articolo, la Dott.ssa Trevaini abbia confessato di aver riportato fedelmente un dato fornitole dall'ENPA, senza verificarne la veridicità. Per FederFauna, che ha più volte denunciato, mediaticamente ed in sede giudiziaria, la falsa informazione proposta da diverse associazioni animaliste, ciò non rappresenta una sorpresa. Tuttavia, FederFauna richiama all'attenzione la stampa tutta e chi la legge, sul fatto che proprio Carla Rocchi, presidente dell'ENPA, in occasione di una recente (15/09) iniziativa a favore della libertà di stampa, avrebbe dichiarato: "Per noi non si tratta di una battaglia politica, ma di una legittima e oggettiva richiesta di trasparenza e visibilità." Impegnate insieme ad ENPA nell'iniziativa, sarebbero state inoltre, Animalisti Italiani, Lega del Cane, WWF, LIPU e LAV. Si, proprio LAV!: quella dei "300 uccelli, 400 piccoli mammiferi e 5 milioni di insetti" deceduti, per ettaro di macchia mediterranea andata a fuoco (n.b. 500 insetti per metro quadro)!... Per LIPU invece, per ettaro, sarebbero solo "400 animali selvatici tra uccelli rettili e mammiferi." Sappiamo inoltre, dal suo sito, che "la LAV ritiene che si debba attribuire estrema, fondamentale considerazione al diritto dei cittadini a conoscere, e al dovere di giornali, radio ed emittenti televisive di informare correttamente e liberamente, oltre al dovere delle istituzioni di rispondere in modo trasparente alle preoccupazioni della società civile." Anche FederFauna ritiene che i cittadini abbiano diritto di essere informati, ma con i fatti oggettivi, non con opinioni o ideologie. È gravissimo quando l'ideologia fa da filtro nella trasmissione di fatti ed è grave anche, per chi ha il potere di rivolgersi al grande pubblico, non verificare quando ciò avvenga.
Alcuni organi di stampa (pochi purtroppo) hanno recentemente comunicato che, grazie ad una diffida, il partito politico "Caccia e Ambiente" sia riuscito ad ottenere dal TG5 il ritiro di un servizio sull'attività venatoria, recante notizie false. Sembra che la redattrice dell'articolo, la Dott.ssa Trevaini abbia confessato di aver riportato fedelmente un dato fornitole dall'ENPA, senza verificarne la veridicità. Per FederFauna, che ha più volte denunciato, mediaticamente ed in sede giudiziaria, la falsa informazione proposta da diverse associazioni animaliste, ciò non rappresenta una sorpresa. Tuttavia, FederFauna richiama all'attenzione la stampa tutta e chi la legge, sul fatto che proprio Carla Rocchi, presidente dell'ENPA, in occasione di una recente (15/09) iniziativa a favore della libertà di stampa, avrebbe dichiarato: "Per noi non si tratta di una battaglia politica, ma di una legittima e oggettiva richiesta di trasparenza e visibilità." Impegnate insieme ad ENPA nell'iniziativa, sarebbero state inoltre, Animalisti Italiani, Lega del Cane, WWF, LIPU e LAV. Si, proprio LAV!: quella dei "300 uccelli, 400 piccoli mammiferi e 5 milioni di insetti" deceduti, per ettaro di macchia mediterranea andata a fuoco (n.b. 500 insetti per metro quadro)!... Per LIPU invece, per ettaro, sarebbero solo "400 animali selvatici tra uccelli rettili e mammiferi." Sappiamo inoltre, dal suo sito, che "la LAV ritiene che si debba attribuire estrema, fondamentale considerazione al diritto dei cittadini a conoscere, e al dovere di giornali, radio ed emittenti televisive di informare correttamente e liberamente, oltre al dovere delle istituzioni di rispondere in modo trasparente alle preoccupazioni della società civile." Anche FederFauna ritiene che i cittadini abbiano diritto di essere informati, ma con i fatti oggettivi, non con opinioni o ideologie. È gravissimo quando l'ideologia fa da filtro nella trasmissione di fatti ed è grave anche, per chi ha il potere di rivolgersi al grande pubblico, non verificare quando ciò avvenga.










