L’Ambito Territoriale di Caccia FR1 da anni ha in gestione l’Oasi Faunistica di Trisulti: un complesso di 3.500 ettari sottratto all’attività venatoria al fine di salvaguardare uno dei pochi siti di nidificazione dell’Aquila reale nel basso Lazio. Oggi in quest’Oasi vive praticamente tutta la restante fauna appenninica, perché anche l’Orso bruno marsicano sembra aver fatto notare la sua presenza dopo lo sbandamento della popolazione abruzzese avvenuta negli ultimi decenni. Una gestione che è però finora mancata, essendo le competenze dell’ATC non solo strettamente volte alla selvaggina di interesse venatorio, ma soprattutto per una mancanza di finanziamenti provinciali, mai fatti seguire alla delega di gestione.L’Oasi di Trisulti rappresenta praticamente il cuore dei Monti Ernici, quei monti che da molte parti si vorrebbe vedere istituiti in Parco Regionale e che la loro demarcazione come Zona di Protezione Speciale ai sensi delle direttive europee “preme” verso questa direzione, ma che più di una volta le comunità locali, amministratori e popolazioni, hanno respinto per tema dei vincoli che penalizzerebbero tutta l’economia basata sullo sfruttamento delle risorse naturali rinnovabili, dal taglio dei boschi, al pascolo alla caccia.
Nonostante questo, i Monti Ernici rappresentano una delle zone più belle e di elevato valore naturalistico e paesaggistico di tutta la Provincia di Frosinone e meritano ampiamente una forma di protezione. L’ATC FR1 in collaborazione con l’Associazione Italiana per la Wilderness ha quindi pensato di proporre in alternativa la loro designazione in una grande Area Wilderness di oltre 14.000 ettari da parte dei Comuni interessati, quindi per loro autonoma decisione. Un passo che se si dovesse concretizzare potrebbe consentire anche all’Oasi Faunistica di Trisulti di essere gestita come un vero e proprio “parco” senza però i vincoli penalizzanti di questi.
I Comuni interessati sono: Veroli, per 3.850 ettari; Vico nel Lazio, per 3.450 ettari; Alatri, per 1.650 ettari; Collepardo, per 750 ettari; Monte San Giovanni Campano per 400 ettari. Starà ora ad essi prendere l’iniziativa di designare in Area Wilderness quelle parti di territori di loro competenza affinché la grande Area Wilderness dei Monti Ernici possa concretizzarsi; Area Wilderness che ha già i precedenti istaurati dai limitrofi Comuni di Sora (3.260 ettari) e di Guarcino (850 ettari), i quali per quanto di loro competenza hanno da tempo provveduto a designare queste realtà nei territori di loro competenza, ancorché ancora poco note.
In passato la Provincia di Frosinone approvò una delibera di giunta che assicurava ai Comuni che avessero designato tale forma di protezione del territorio e dell’ambiente, la possibilità di accedere a contributi a sostegno di iniziative ad esse collaterali. Lo scorso anno anche l’AT FR1 ha dato un formale riconoscimento a queste aree, il primo in Italia a decidere un tale passo. Se l’Area Wilderness dei Monti Ernici dovesse vedere luce come l’ATC e l’AIW auspicano, si butterebbero le basi per una gestione di tutto questo complesso montuoso in collaborazione con i Comuni e con le popolazioni locali. Un esempio che potrebbe ripetersi anche altrove, dove la nascita di nuovi Parchi è contrastata ma non per questo non si sente l’esigenza di una protezione degli scenari paesaggistici ed ambientali che caratterizzano tutta la provincia, nel rispetto degli imprescindibili diritti alla utilizzazione delle risorse naturali rinnovabili.
F.to Franco Zunino (Segr. Generale dell’Assoc. Italiana Wilderness)
F.to Edmondo Vivoli (Presidente ATC FR1)
Murialdo, 12 Aprile 2010










