Riceviamo e pubblichiamo:RISERVA NATURALE REGIONALE DELL’ADELASIA
Aperta la caccia al cinghiale e solite polemiche dell’ENPA
L’Associazione Italiana per la Wilderness, artefice, unitamente al Comitato per la Salvaguardia dell’Ambiente Naturale delle Valli Bormida, dello storico primo nucleo della Riserva dell’Adelasia, nonché promotori del successivo acquisto da parte della Regione con istituzione di tutto il complesso in Riserva Naturale Regionale, ritiene condivisibile il decreto regionale che ha recentemente consentito la caccia al cinghiale nel suo ambito.
Le ragioni per tale posizione sono almeno quattro.
1) La necessità di contenere la crescita esagerata dei cinghiali, i quali finirebbero per arrecare danni insostenibili ai coltivatori ed ortolani della zona circostante la Riserva. Trattandosi, infatti, di un territorio vasto ben 1.200 ettari, la crescita abnorme della popolazione del cinghiale sarebbe favorita proprio dall’ampiezza della Riserva (per altro ricca di castagneti, querceti e faggete produttive).
2) La popolazione del cinghiale che abita la Riserva e molte altre parti delle Valli Bormida è formata da esemplari ibridi con maiali che sarebbe forse più giusto chiamare “porcastri”, per cui la loro caccia avrebbe anche lo scopo di ridurre la presenza di un animale affatto naturale ed in equilibrio con le risorse di biodiversità della Riserva.
3) La costituzione dell’originaria Riserva poté concretizzarsi anche grazie all’assenso dei cacciatori locali, che condivisero l’importanza di creare questo grande polmone verde in un’area allora fortemente colpita da diverse forme di inquinamento delle acque e dell’aria. Assenso che si è poi mantenuto con l’impegno di ampliare la Riserva e di trasformala da privata a Riserva Regionale, proprio grazie alla garanzia dei politici sul fatto che poi un certo tipo di caccia si sarebbe comunque potuta praticare nel suo ambito. Oggi sarebbe quindi scorretto imporre un totale divieto di caccia in un’area che i cacciatori stessi hanno, sia pure indirettamente, contribuito a proteggere.
4) L’autorizzazione alla caccia è infine basata proprio su quanto prevede la legge istitutiva della Riserva, per cui perfettamente legittima (ancorché dubbi potrebbero sorgere sull’interpretazione in merito della legge nazionale 394 sui Parchi ed altre aree protette).
In merito a quanto anche proposto dalla Coldiretti, sulla possibilità di dividere la Riserva in settori aperti alla caccia e settori chiusi, si fa presente che la scrivente Associazione ha da qualche tempo presentato alla Provincia di Savona un dettagliato Piano di gestione che, se adottato dalle autorità politiche, consentirebbe la costituzione di una Riserva naturalistica assolutamente chiusa alla caccia e di alcune Aree Wilderness che pur anch’esse severamente protette dal punto di vista ambientale, restino aperte ad alcune forme di pratiche venatorie, come quella al cinghiale.
IL SEGRETARIO GENERALE
F.to Franco Zunino
Murialdo, 21 Luglio 2010










