razie alla lettera di seguito riportata i Consiglieri comunali di Favignana (TP) hanno potuto controbattere con efficacia alle facili promesse e giustificazioni sull’utilità del Parco delle Egadi esposte dal funzionario dell’Assessorato all’Ambiente Dott. Di Martino.Nessun Partito Politico ha saputo illustrare meglio la verità e Caccia Ambiente è riuscito con discrezione e garbo ad entrare in un Consiglio comunale ed essere incisivo.
Al Signor Presidente del Consiglio Comunale del Comune di
Favignana
Ai Signori Consiglieri Comunali del Comune di
Favignana
e .p.c. Signor Sindaco del Comune di
Favignana
Oggetto: Parco delle Isole Egadi e del Litorale Trapanese.
L’articolo 26 comma 4 septies della legge 29 novembre 2007 n. 222 prevede l'istituzione, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dei seguenti quattro parchi nazionali:
parco delle Egadi e del litorale Trapanese
parco delle Eolie
parco dell’isola di Pantelleria
parco degli Iblei.
La stessa normativa prevede che l’istituzione dei parchi avvenga “ d’intesa con la Regione e sentiti gli enti locali interessati”, come rubricato anche dalla Legge 394/91 e dalle norme regionali collegate.
La Regione Siciliana aveva fatto ricorso contro l'istituzione dei citati parchi, ma la Corte Costituzionale con sentenza numero 12 del 23 gennaio 2009 lo ha dichiarato inammissibile e non fondato, ribadendo in quest’ambito la competenza esclusiva dello Stato.
Secondo la Consulta, le regioni, anche quelle a statuto speciale, possono intervenire soltanto per adottare norme di tutela ambientale più restrittive rispetto a quella statale. E’ rimessa, invece, all’intesa con la Regione Siciliana la definizione dei singoli decreti istitutivi dei parchi.
La stessa, dopo l’atteggiamento assunto inizialmente con il ricorso scaturito da una evidente ingerenza dello Stato nei confronti di una Regione a statuto speciale, sta collaborando fattivamente con il Ministero e si sta procedendo a tappe forzate per definire, in tempi assai rapidi, l’iter di approvazione del parco.
La normativa di riferimento è rappresentata essenzialmente dalla legge 6 dicembre 1991 n. 394 "legge quadro sulle aree protette". Trattasi di una normativa di assoluta rigidità che limita abitudini, consuetudini, hobby, passatempi, attività e quant'altro. Dovremmo cancellare dalla nostra mente persino i falò che tradizionalmente si svolgono il 14 agosto di ogni anno in onore della Madonna.
Per parlare dell’istituendo parco, ma anche incidentalmente della riserva marina che ad esso è indissolubilmente legata, in data 14 marzo 2010 si è svolta una riunione di cittadini rappresentanti le varie categorie interessate . Nel corso della stessa sono state evidenziate le problematiche e le nefaste conseguenze che il parco avrebbe sul modo di vivere degli isolani, come già fatto in quella sede, ribadiamo che ciò che ci preoccupa tantissimo è l’atteggiamento del Comune di Favignana.
Nella seduta del 12 ottobre 2009 il Consiglio Comunale approvava un ordine del giorno con il quale pronunciava la propria contrarietà all'istituzione del parco, sia nella considerazione che il progetto accomuna un territorio troppo ampio e dalle esigenze ambientali ed economiche assolutamente dissimili, sia perchè esiste già l’area marina protetta delle Isole Egadi ( la più grande d’Europa con una estensione di 53.992 ha ), affidata in gestione al Comune di Favignana.
La posizione del Comune espressa attraverso l'organo a ciò deputato, è chiara!
Non si capisce allora come mai da un po’ di tempo a questa parte sono comparsi diversi articoli sulla carta stampata dove si afferma che il Comune di Favignana sarebbe favorevole al parco, prova è che suoi rappresentanti partecipano assiduamente alle riunioni che hanno luogo presso Regione e Ministero dell'Ambiente.
Non sfuggirà a lor Signori che vi è una stridente ed evidente contrapposizione fra la posizione ufficiale dell’ente, espressa attraverso il deliberato consiliare, e le notizie riportate dai giornali, peraltro mai smentite ufficialmente dal Comune.
L’abnorme dimensionamento del parco e l'inglobamento, al suo interno, di territori tanto dissimili, ci hanno indotto ad una attenta riflessione che vogliamo esternare.
Quando si parla di Pantelleria o dell'arcipelago delle Eolie, i confini del parco non comprendono, correttamente, tratti di costa prospiciente, diversamente da quanto accade per queste isole. La discriminante è forse la distanza della costa, o c'è dell'altro??? E’ noto a tutti che da anni le Egadi sono al centro di interessi forti, che da parte di qualcuno sono considerate come la ciliegina di una torta senza la quale la stessa non ha pari appetibilità.
Persino Legambiente si è pronunciata negativamente sulla proposta di istituzione dei parchi previsti dalla legge 222/2007 con motivazioni articolate e differenziate per ciascuno di essi. Nel caso del parco delle Egadi e del litorale trapanese viene detto che “ l’estensione del Parco nazionale al litorale Trapanese appare scelta immotivata e assolutamente non condivisibile sia per la enorme diversità di situazioni ambientali, storico-culturali e socio-economiche rispetto all’arcipelago, sia per la diffusa antropizzazione della fascia costiera. Inoltre l’eventuale restrizione del parco nazionale al litorale alle sole riserve naturali esistenti dello Stagnone di Marsala e delle saline di Trapani ( che già garantiscono la tutela di quei territori ) dimostra come la scelta del parco nazionale è dettata da esigenze di carattere prettamente politico e da collegio elettorale e della volontà, mai nascosta, di ridefinire i regimi di vincoli su quelle aree proprio attraverso la strumento del parco nazionale”
Dalla lettura di tale commento traiamo grande soddisfazione, rilevando come aumenti sempre più il numero di quanti si rendono conto che dietro l'istituzione di parchi e riserve si celino interessi diversi e sicuramente meno nobili, di quello dichiarato di salvaguardare l'ambiente.
Ed è proprio nell’ottica di fare emergere le vere motivazioni che spingono i politici ad agire al riguardo che da parte del Partito Politico Caccia Ambiente sono state profuse tante energie, portando alla luce situazioni che poi sono state doverosamente segnalate a chi di competenza ed in particolare ci si riferisce a quanto è avvenuto nel parco nazionale della Val d’Agri e nella riserva naturale delle Saline di Priolo.
Nel caso del parco delle Egadi, una chiave di lettura “dell’appetibilità” che gravita intorno alla sua previsione può essere ricercata nelle pieghe della stessa legge 394/1991.
E’ noto che il Comune di Favignana, per non rischiare di perdere la gestione della riserva marina in conseguenza di una cattiva gestione effettuata nel passato, con conseguente affidamento alla Capitaneria di Porto di Trapani, in data 30 dicembre 2009 adottata, tramite il proprio organo consiliare il “ regolamento di esecuzione ed organizzazione dell’area marina protetta isole Egadi”. Lo stesso prevede una serie di vincoli, limitazioni e prescrizioni nei confronti delle comunità amministrative, come già evidenziato nella riunione del 14 scorso, relativamente al quale è intendimento muovere adeguate iniziative a tutela e difesa dei cittadini. Infatti, i divieti e le limitazioni previsti sono tanti e tali che in occasione dell'approvazione del regolamento ci facemmo l'idea che solo la correlazione della proporzionalità fra i finanziamenti che sarebbero arrivati e i limiti imposti poteva giustificare quanto fatto.
Altro scopo dell’adozione del citato regolamento, quello di impedire la nascita del parco, come esplicitamente detto in seduta dello stesso C.C..
Tutto sbagliato, come testimoniano i fatti recenti ( e sarebbe veramente utile che qualcuno si interrogasse, come abbiamo fatto noi dandoci anche la dovuta risposta, per individuare la sapiente regia che tanto saggiamente ci ha indirizzato nel rovinoso percorso !!!!!!!!! ).
Ma forse, per meglio comprendere la nostra situazione, conviene allargare gli orizzonti e non limitarsi a guardare soltanto il nostro caso.
La cosa che di primo acchito risulta incomprensibile e che ci induce a riflessione, è il motivo per cui nell’isola di Pantelleria, su cui risulta già istituita una riserva naturale regionale, venga prevista l’istituzione di un parco. Com'è possibile tutto ciò???? L’arcano sembra di facile soluzione. Tre dei quattro parchi previsti dalla legge 222/2007 ricadono in isole, accomunate, oltre che dall’isolamento dovuto alla propria infelice condizione, da un infausto destino. In esse esiste ( isole Egadi ) o sono comunque previste aree marine protette (Pantelleria è espressamente individuata dall'articolo 36 lettera i) della legge 6.12.1991 n. 394, per le Eolie l'istituzione è anche legata alla dichiarazione, del 2000, dell'Unesco di " patrimonio dell'umanità" di quel sito ).
Di norma la gestione delle aree marine protette in Sicilia viene affidata preferibilmente all’ente locale ( isole Egadi, Ustica), sembra in virtù di un protocollo di intesa Stato – Regione Siciliana sottoscritto in data 14 marzo 2001 e, in ogni caso, in quanto la normativa lo consente. E se si costituisce il parco cosa succede? E’ la stessa legge 394/1991 che ci fornisce la chiave di lettura di tutto e della appetibilità legata alla istituzione del parco. Basta guardare l’articolo 19 punto 2 che statuisce “ qualora un’area marina protetta sia istituita in acque confinanti con un’area protetta terrestre, la gestione è attribuita al soggetto competente per quest’ultima”.
Il quadro è a dir poco inquietante. Con la nascita del parco il Comune di Favignana, dopo avere acquistato l’immobile adibito a riserva marina, avere destinato personale comunale ai relativi compiti, e gestito la riserva per diversi anni, si troverebbe di colpo con il classico pugno di mosche in mano. Ciò, perché la ripetuta legge 394/1991 prevede l’affidamento dei parchi nazionali all’Ente parco ( articolo 9 ) e giammai al comune che farà solo parte della comunità del parco ( articolo 10 ) quale organo consultivo e propositivo dell’ente Parco.
E che dire del comune di Pantelleria che in previsione della istituzione dell'area marina protetta ha siglato il protocollo d'intesa per la costituzione del soggetto giuridico deputato alla relativa gestione e l'individuazione del soggetto attuatore degli studi preliminari ( Provincia Regionale di Trapani, Comune di Pantelleria, ARPA Sicilia ). Quanta ingenuità.
“ Da patruni a arzuni ( da padrone a garzone )“ dice un’espressione siciliana che chiarisce perfettamente il concetto senza bisogno di aggiungere altro. Noi metteremo i nostri territori che, tutto sommato abbiamo sapientemente salvaguardato negli anni ( siamo stati bravi, per cui come premio ci mettono il parco, se non lo fossimo stati il pericolo era scongiurato – che beffa !!!!!!!! ), il nostro mare e gli estranei spadroneggeranno, il tutto in maniera pulita e, a questo punto forse, inosservata. Espropriati i comuni, espropriata la Regione Siciliana, elusi gli accordi. Provvederà a tutto il Ministero tramite l'Ente parco.
E’ ancora opportuno ricordare che il territorio di questo arcipelago in atto è soggetto ai seguenti vincoli:
vincolo idro geologico
vincolo aree di rispetto forestale
vincolo delle servitù militari in quanto aree di frontiera
zone di protezione speciale ( z.p.s.)
siti di importanza comunitario ( s.i.c.)
vincolo paesistico e piano delle cave
Ci aspettiamo che l’intero consiglio comunale assuma sulla vicenda parco una posizione netta, univoca e chiara, come peraltro è stato assicurato dai consiglieri presenti nella riunione del 14 marzo scorso.
Suggeriamo al Comune di assumere ogni iniziativa politica in merito, coinvolgendo gli onorevoli della provincia, la Regione Siciliana che inizialmente aveva manifestato il proprio dissenso con il ricorso alla Consulta e che sia anche svolta una azione comune, opportunamente coordinata, di quelle comunità ( isole Egadi, Pantelleria e isole Eolie ) che non intendono subire gli effetti negativi dei parchi per i motivi specificati, pagando pesante dazio con danni incommensurabili non poi privi di responsabilità .
Proponiamo inoltre al Comune di farsi assistere, da subito, anche nelle riunioni che si svolgeranno presso la Regione o il Ministero, da avvocati che hanno acquisito esperienza nella lotta contro parchi e riserve.
Auspichiamo che la Regione si comporti, valutata la situazione, come farebbero altri, difendendo i propri comuni a cui tiene tanto e non esitando, se è il caso, a mettere in crisi il governo nazionale pur di difendere le esigenze e gli interessi delle comunità locali.
E per dimostrare lo spirito naturalistico che ci anima e non essere additati come comunità contro la tutela dell’ambiente, proponiamo di valutare la istituzione dei parchi secondo il modello delle “Aree Wilderness”. Tali aree, da un lato assicurano la conservazione dell’ambiente per le zone ancora integre dagli assalti speculativi, la salvaguardia delle specie in pericolo di estinzione, dall’altro consentiranno di vivere senza mortificazioni “ lo status di isolani – isolati” a cui sarebbe più giusto che i nostri governanti, a qualsiasi livello, guardassero con maggiore attenzione.
Per completamento si vuole ricordare che secondo i dati pubblicati sul sito www. Parks.it, sul
Territorio della Regione Sicilia esistono già i sotto notati quattro parchi regionali:
parco delle Madonie, parco dell’Alcantara, parco dei Nebrodi, parco dell’Etna nonché n 78 riserve naturali regionali e numerose oasi, per un totale di circa 130 aree protette.
Un record nazionale ed Europeo che in una regione purtroppo sofferente del fenomeno mafioso, dell'elettorato clientelare e del voto di scambio, unitamente ai promessi finanziamenti a quo, comincia a destare dei dubbi sull’autenticità delle volontà di protezione ambientale tanto sbandierate dagli organi amministrativi locali della regione.
Non vorremmo mai che un giorno tali dubbi si possano trasformare in una inchiesta annunciata.
Ci sembra che la Sicilia abbia già dato tanto alla causa ambientale, abbiamo la serena speranza che non si debba offrire altrettanto ad altro tipo di cause.
Sicuri della vostra benevole attenzione e in attesa di positivo riscontro, porgiamo cordiali saluti.
Allegati documentali per completezza e conferma di quanto esposto.
Partito Politico Caccia Ambiente
Delegazione regionale Sicilia
Delegazioni di Trapani e Favignana










