Da tempo ormai Caccia Ambiente sostiene l’idea che la difesa contro i falsi ambientalisti è necessaria ma non sufficiente e che solo un opera di attivo contrasto può essere rivelatrice di verità e determinante per la rivalsa venatoria. Questo contrasto o attacco tanto più proficuo sarà quanto più risulterà come risposta ad azioni integraliste dei protezionisti.
Ecco il primo atto!
Da qualche mese la delegazione siciliana di Caccia Ambiente, coadiuvata da tenaci collaboratori, ha posto l’attenzione sulla “Riserva naturale orientata delle Saline di Priolo” ricadente nel comune di Priolo Gargallo (SR) e gestita dalla Lipu.
Motivo dell’interesse sono alcuni strani accadimenti che da tempo si ripetono all’interno della stessa riserva.
Premesso che il motivo per cui è stata istituita tale zona protetta si centra sulla dubbia considerazione che la superficie interessata sia di “elevato interesse paesaggistico,naturalistico e ambientale” e che l’autorità comunale ha avuto ed ha tutt’ora un ruolo determinante in tutte quelle implicazioni che ne disciplinano la gestione affidata alla Lipu, noi di Caccia Ambiente ci siamo posti dei dubbi su alcuni punti.
a) Il regime istitutivo delle riserve impone che nulla deve essere cambiato nei luoghi interessati e pertanto ci chiediamo come mai si sono visti camion che pare scarichino dentro il pantano terra o altro materiale, che poi servirà per creare isolotti artificiali, come testimoniato da alcune foto in nostro possesso.
b) Si è fatto un gran parlare dell’avvenuta bonifica del luogo eliminando un oleodotto che attraversava le saline;in realtà è stata eliminata solo la parte centrale. Le due testate,molto lunghe, sono state lasciate così come erano ed occultate con del canneto; anche qui siamo in possesso di testimonianze fotografiche.
c) Si pubblicizza la riserva come luogo di sosta , nidificazione e svernamento per alcuni acquatici ma come è possibile che ciò accada se la zona, che subisce la scomparsa dell’acqua nel periodo estivo, non ha più da tempo ingresso di acqua, sia dolce che salata.
Questi dubbi ne hanno fatto nascere altri fino a quando ci siamo imbattuti in tante scomode verità, scomode per la Lipu e l’amministrazione comunale di Priolo.
Nei mesi scorsi alcuni nostri uomini del posto, sicut nox silentes, hanno raccolto materiale video e fotografico nonché altre testimonianze di ciò che non funziona nella riserva.
Ed è così che oltre a riuscire ad avere le prove documentali di quanto sosteniamo, siamo venuti a sapere che la riserva delle Saline di Priolo è in effetti piena zeppa di rocce di pirite che come tanti sapranno è un minerale che contiene arsenico inalabile per via delle micropolveri.
Evento grave e da tenere sotto la dovuta osservazione sanitaria anche alla luce del fatto che la stessa Amministrazione Comunale unitamente alla Lipu da tempo sostiene progetti propagandati come culturali che vedono coinvolte scolaresche in visita alla riserva, rappresentazioni teatrali e concorsi fotografici.
I genitori degli studenti così come tutti i visitatori sono stati messi a conoscenza della pirite, dell’arsenico, dei luoghi condizionati dall’opera dell’uomo e non intatti come dovrebbero essere?
E le somme raccolte in queste manifestazioni a chi vanno e come vanno spese?
Troppi dubbi ci fanno ritenere che un indagine va fatta, magari così si riuscirà anche a capire perché casette e viottoli della zona sono stati regalati all’ERG che con i propri stabilimenti inquina la zona.
Valutiamo i fatti: la Lipu, nemica dell’inquinamento ambientale, ottiene in gestione con avallo del Comune una riserva vicino a delle raffinerie della ERG che continua ad inquinare e che ottiene dall’amministrazione comunale con l’avallo della Lipu casette e viottoli da annettere agli impianti di raffineria che perseverano nell’inquinare. Ed è così che la Lipu ha la sua riserva, l’ERG i suoi stabilimenti vicino ad un atavico nemico stranamente silenzioso e il comune la supervisione su tutto questo. Il triangolo delle bermuda sembra meno pericoloso.
Nel prosieguo poi forse ancora riusciremo a capire perché in data 04/10/2008 un nostro collaboratore che rinveniva un fenicottero morto all’interno della riserva e che segnalava il fatto ai preposti uffici comunali e alle Guadie Forestali chiedendo contestualmente di essere informato sulle cause della morte non abbia poi avuto alcuna risposta al suo legittimo quesito (la causa della morte sembra legata all’inquinamento).
Queste circostanze devono essere vagliate, attenzionate e quindi rese note alla collettività, soprattutto va verificata la percentuale di pirite e di arsenico presente nella zona onde valutare i rischi a cui gli utenti in visita vengono esposti; ed è per questo che Caccia Ambiente diffiderà nei prossimi giorni il Sindaco del Comune di Priolo e la Lipu a non autorizzare e pomuovere altre manifestazioni ed eventi nella riserva prima delle anzidette indagini che il nostro studio legale provvederà a richiedere.
Saremo altresì premurosi nel ricordare al Signor Sindaco che lo stesso, qualora tutte le circostanze esposte facciano emergere una inutilità o inefficacia ai fini della tutela ambientale di questa ennesima zona protetta siciliana, potrà, come previsto dall’Art.11 comma 2 lett.a della legge regionale 33/97, chiedere una revoca della riserva stessa.
Auspichiamo un atteggiamento cristallino e imparziale delle parti coinvolte anche se la recente chiusura tramite recinzione metallica dell’area non autorizzata ne prevista e dunque illegale sembra che non faccia iniziare il confronto nella miglior maniera.
Inutilità, inefficacia, pretestuosità e cattiva gestione della riserva fanno sembrare la stessa sempre più in giardino privato della Lipu e sempre meno un luogo di interesse ambientale appartenente alla collettività; gli interessi economici forse sono talmente appetibili che devono far apparire a tutti i costi questa riserva come necessaria, necessaria alle tasche di qualcuno.
Valutate le foto in allegato.
Antonino Urpi
Coordinamento Nazionale Partito Caccia Ambiente
Delegazione Sicilia
Per visionare le foto, v'invitiamo a collegarvi al sito:
http://www.ilcacciatore.com/2009/09/25/saline-di-priolo-sr-riserva-lipu-illegale/comment-page-1/#comment-61641
Ecco il primo atto!
Da qualche mese la delegazione siciliana di Caccia Ambiente, coadiuvata da tenaci collaboratori, ha posto l’attenzione sulla “Riserva naturale orientata delle Saline di Priolo” ricadente nel comune di Priolo Gargallo (SR) e gestita dalla Lipu.
Motivo dell’interesse sono alcuni strani accadimenti che da tempo si ripetono all’interno della stessa riserva.
Premesso che il motivo per cui è stata istituita tale zona protetta si centra sulla dubbia considerazione che la superficie interessata sia di “elevato interesse paesaggistico,naturalistico e ambientale” e che l’autorità comunale ha avuto ed ha tutt’ora un ruolo determinante in tutte quelle implicazioni che ne disciplinano la gestione affidata alla Lipu, noi di Caccia Ambiente ci siamo posti dei dubbi su alcuni punti.
a) Il regime istitutivo delle riserve impone che nulla deve essere cambiato nei luoghi interessati e pertanto ci chiediamo come mai si sono visti camion che pare scarichino dentro il pantano terra o altro materiale, che poi servirà per creare isolotti artificiali, come testimoniato da alcune foto in nostro possesso.
b) Si è fatto un gran parlare dell’avvenuta bonifica del luogo eliminando un oleodotto che attraversava le saline;in realtà è stata eliminata solo la parte centrale. Le due testate,molto lunghe, sono state lasciate così come erano ed occultate con del canneto; anche qui siamo in possesso di testimonianze fotografiche.
c) Si pubblicizza la riserva come luogo di sosta , nidificazione e svernamento per alcuni acquatici ma come è possibile che ciò accada se la zona, che subisce la scomparsa dell’acqua nel periodo estivo, non ha più da tempo ingresso di acqua, sia dolce che salata.
Questi dubbi ne hanno fatto nascere altri fino a quando ci siamo imbattuti in tante scomode verità, scomode per la Lipu e l’amministrazione comunale di Priolo.
Nei mesi scorsi alcuni nostri uomini del posto, sicut nox silentes, hanno raccolto materiale video e fotografico nonché altre testimonianze di ciò che non funziona nella riserva.
Ed è così che oltre a riuscire ad avere le prove documentali di quanto sosteniamo, siamo venuti a sapere che la riserva delle Saline di Priolo è in effetti piena zeppa di rocce di pirite che come tanti sapranno è un minerale che contiene arsenico inalabile per via delle micropolveri.
Evento grave e da tenere sotto la dovuta osservazione sanitaria anche alla luce del fatto che la stessa Amministrazione Comunale unitamente alla Lipu da tempo sostiene progetti propagandati come culturali che vedono coinvolte scolaresche in visita alla riserva, rappresentazioni teatrali e concorsi fotografici.
I genitori degli studenti così come tutti i visitatori sono stati messi a conoscenza della pirite, dell’arsenico, dei luoghi condizionati dall’opera dell’uomo e non intatti come dovrebbero essere?
E le somme raccolte in queste manifestazioni a chi vanno e come vanno spese?
Troppi dubbi ci fanno ritenere che un indagine va fatta, magari così si riuscirà anche a capire perché casette e viottoli della zona sono stati regalati all’ERG che con i propri stabilimenti inquina la zona.
Valutiamo i fatti: la Lipu, nemica dell’inquinamento ambientale, ottiene in gestione con avallo del Comune una riserva vicino a delle raffinerie della ERG che continua ad inquinare e che ottiene dall’amministrazione comunale con l’avallo della Lipu casette e viottoli da annettere agli impianti di raffineria che perseverano nell’inquinare. Ed è così che la Lipu ha la sua riserva, l’ERG i suoi stabilimenti vicino ad un atavico nemico stranamente silenzioso e il comune la supervisione su tutto questo. Il triangolo delle bermuda sembra meno pericoloso.
Nel prosieguo poi forse ancora riusciremo a capire perché in data 04/10/2008 un nostro collaboratore che rinveniva un fenicottero morto all’interno della riserva e che segnalava il fatto ai preposti uffici comunali e alle Guadie Forestali chiedendo contestualmente di essere informato sulle cause della morte non abbia poi avuto alcuna risposta al suo legittimo quesito (la causa della morte sembra legata all’inquinamento).
Queste circostanze devono essere vagliate, attenzionate e quindi rese note alla collettività, soprattutto va verificata la percentuale di pirite e di arsenico presente nella zona onde valutare i rischi a cui gli utenti in visita vengono esposti; ed è per questo che Caccia Ambiente diffiderà nei prossimi giorni il Sindaco del Comune di Priolo e la Lipu a non autorizzare e pomuovere altre manifestazioni ed eventi nella riserva prima delle anzidette indagini che il nostro studio legale provvederà a richiedere.
Saremo altresì premurosi nel ricordare al Signor Sindaco che lo stesso, qualora tutte le circostanze esposte facciano emergere una inutilità o inefficacia ai fini della tutela ambientale di questa ennesima zona protetta siciliana, potrà, come previsto dall’Art.11 comma 2 lett.a della legge regionale 33/97, chiedere una revoca della riserva stessa.
Auspichiamo un atteggiamento cristallino e imparziale delle parti coinvolte anche se la recente chiusura tramite recinzione metallica dell’area non autorizzata ne prevista e dunque illegale sembra che non faccia iniziare il confronto nella miglior maniera.
Inutilità, inefficacia, pretestuosità e cattiva gestione della riserva fanno sembrare la stessa sempre più in giardino privato della Lipu e sempre meno un luogo di interesse ambientale appartenente alla collettività; gli interessi economici forse sono talmente appetibili che devono far apparire a tutti i costi questa riserva come necessaria, necessaria alle tasche di qualcuno.
Valutate le foto in allegato.
Antonino Urpi
Coordinamento Nazionale Partito Caccia Ambiente
Delegazione Sicilia
Per visionare le foto, v'invitiamo a collegarvi al sito:
http://www.ilcacciatore.com/2009/09/25/saline-di-priolo-sr-riserva-lipu-illegale/comment-page-1/#comment-61641










