Al sindaco Franco Gussoni del comune di Pontremoli interessa piu’ la porta nel Parco dell’Appennino - non prevista nel programma votato dagli elettori - che mantenere le promesse elettorali fatte ai cittadini che lo hanno eletto alla guida del comune.Mi riferisco alla presa di posizione del sindaco in merito in risposta all‘interrogazione dei consiglieri Bertocchi e Biondi pubblicata nei giorni scorsi sul Tirreno, i quali chiedevano l’ipotesi di entrare nel Parco Nazionale dell’Appennino da parte del comune di Pontremoli , sebbene nel programma dell’amministrazione non compariva l’adesione a questo Ente.
Le richieste fatte al sindaco dal presidente del Parco,Giovannelli dopo l’ingresso da parte del comune di Bagnone ,di poter unire anche il territorio del comune di Filattiera in localita’Logarghena ci trova completamente contrari per svariati motivi:
Le porte che interessano a Gussoni e Giovanelli servono solo a nostro parere ad avere finanziamenti i quali non avranno alcuna ricaduta sul territorio per i cittadini residenti , servono solo a sperperare denaro pubblico e dare lauti compensi a fine mese a chi li gestisce , sono carrozzoni politici per tenere in vita quel clientelismo che serve tanto ai partiti che amministrano quei comuni e provincie di dove ricadono i Parchi , per poi averne un ritorno in termini di voti all’atto dell rinnovo dei consigli comunali e provinciali.Non importa se poi i proprietari terrieri delle aree dove ricadono questi divieti non saranno piu’proprietari in casa loro e non potranno più gestire la loro proprietà se non autorizzati dall’Ente Parco.
I bilanci e le entrate dell’ente Parco parlano di milioni di euro che vengono erogati tra finanziamenti Europei,Statali,Regionali e Provinciali , (tutto denaro dei cittadini ).E’ questo il solo motivo per cui si vogliono le porte nei Parchi:per poter gestire una valanga di denaro con scarsi risultati per i motivi a cui sono stati finalizzati.
Vi e’ poi un altro aspetto negativo di questi ampliamenti dei Parchi:sono zone di divieto ( anche per la raccolta dei funghi e frutti del sottobosco ) che servono per la riproduzione dei cinghiali che sconfinano nel periodo di caccia solo la notte per rientrarvi all‘ imbrunire del giorno, con tutto quello che comporta( danni ingenti ai contadini ) per chi vive di l’ agricoltura.
I cacciatori e non solo, sono stufi di tutti queste zone anticaccia ( 39 divieti piu’ i Parchi ) le quali fanno la parte del leone sul restante territorio provinciale oramai quasi tutto vincolato e impraticabile per l’attività venatoria, sono stanchi di politici che stravolgono continuamente i programmi elettorali presentati, ( Gussoni e’stato anche Presidente Provinciale ) trascurando inoltre il nostro territorio provinciale, ma non trascurando di mettere le mani nelle casse dei finanziamenti come si vuol fare nel caso della porta nel Parco.
Caccia Ambiente non ci sta’ e sta valutando come partito politico la possibilita’ di indire un referendum popolare provinciale per ridimensionare i Parchi sul nostro territorio come contropartita all’autonomia del sindaco di Pontremoli Franco Gussoni .In tal modo saranno i cittadini a decidere.
CACCIA AMBIENTE
Delegazione toscana










